Santa Lucia

Sano di Pietro [Siena, 1405 – 1481]

Santa Lucia, 1440 circa

Tempera su tavola, cm. 72x47, 8

Questa delicata immagine è un frammento di polittico e fino a qualche tempo fa era attribuito al Maestro dell’Osservanza, un anonimo pittore sotto il quale si raccoglievano una serie di dipinti di notevole qualità, databili agli anni trenta del Quattrocento e fortemente segnati dall’arte del Sassetta. Tra questi spiccano soprattutto la pala datata 1436 dell’Osservanza di Siena (il name-piece del maestro), la Natività della Vergine di Asciano (1437-1439) e le Storie di sant’Antonio abate divise tra Berlino, New Haven, New York e Washington. Il ritrovamento di alcuni documenti hanno recentemente rivelato quello che già in molti supponevano a livello stilistico e cioè che sotto quel nome non si celasse che  il giovane Sano di Pietro, che sappiamo attivo fin dal 1428, ma del quale ci sono giunte opere documentate soltanto a partire dal 1444. Del grandioso Polittico a due ordini si conosce la Madonna con Bambino ora in collezione Lehman a New York, il San Giovanni Battista in una collezione privata a Dallas e due pannelli con San Francesco e Sant’Ansano già in collezione De Carlo e oggi divisi fra Torino e Siena. La giovane donna raffigurata, dalla carnagione rosea e con gli occhi a mandorla lievemente dilatati veste abiti sontuosi ed è avvolta da un mantello cangiante e luminoso che rivela, assieme alla raffinata pettinatura, un’attenzione alla moda femminile del momento. I colori sono calibrati e molto brillanti e mentre la mano destra trattiene con delicatezza la palma del martirio quella sinistra soppesa il bacile d’argento contenente gli occhi, simbolo del suo martirio. La santa infatti, originaria di Siracusa e venerata sia dalla religione cattolica che da quella ortodossa è morta durante le persecuzioni di Diocleziano pugnalata alla gola. L’opera è da annoverare fra le opere più mature del maestro, verso il 1440, e dovette essere fra le più significative prodotte nella città in quel momento. Acquistata dalla Fondazione Monte dei Paschi nel 2008 da Sotheby’s a Londra, fino alla metà degli anni ottanta si trovava all’interno della raccolta Verbught all’Aja, arrivata nei Paesi Bassi mediante l’acquisto di un collezionista privato. Sul retro è apposto lo stemma in ceralacca dei baroni Sohlen di Sohlenthal.

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