Caino

Giovanni Dupré (1817-1882)

Caino, 1842

terracotta, h. cm. 55

La terracotta è un bozzetto preparatorio per la celebre statua del Caino di Giovanni Duprè, che fu, insieme alla statua compagna dell’Abele morente, un’opera davvero decisiva per il naturalismo romantico e il superamento delle convenzioni dell’ideale classicista in scultura.  Entrambe le statue furono commissionate in marmo nel 1842 dalla granduchessa Marija Nikolaevna, figlia dello zar Nicola (San Pietroburgo, Ermitage) e in seguito furono tradotte in fusione bronzea per il granduca di Toscana Leopoldo ii (Firenze, Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti). Il prestigio delle commissioni e delle collocazioni avrebbe sancito la fama di due tra le più celebri statue del nostro Ottocento. Se la figura di Abele era stata rappresentata con le membra in abbandono, sot­tolineata dalle linee armoniche e sinuose, la statua successiva, il Caino dopo il delitto, fu concepita come un pendant a contrasto, in drammatico dialogo scenico con la prima. Il successo del Caino fu meno clamoroso di quello che Abele aveva ottenuto ma la critica lo giudicò lavoro superiore. Il bozzetto in terracotta del Caino si colloca nella fase iniziale del processo creativo, costituendone una prima idea. L’azione si discosta da quella rappresentata nel modello definitivo in grande. Anche la posa è diversa. In quest’accademia eroica la figura è in parte giacente sulla roccia, impegnata in un’espressiva torsione del corpo che favorisce lo sviluppo plastico tridimensionale contro l’elezione di un punto di vista privilegiato. È stato acquistato nel 2004 sul mercato antiquario. 

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