gli artisti
Alessandro maffei
(Siena, prima metà XIX secolo – Firenze, 13 novembre 1859)
Figlio di Pietro e fratello maggiore di Cesare, Alessandro Maffei nacque in una famiglia di artisti e artigiani. Dopo la formazione nella bottega paterna e presso il fratello, si affermò come pittore ornatista, collaborando a numerose imprese decorative in palazzi, ville e chiese di Siena e del territorio. Tra i lavori più noti figurano le pitture parietali del Palazzo del Governo di Siena, residenza occasionale del granduca Leopoldo II di Toscana.
La sua attività si colloca in un contesto senese dominato, nella prima metà dell’Ottocento, da una pittura oscillante tra classicismo, romanticismo e purismo. Insieme al fratello Cesare, partecipò a importanti imprese decorative, tra cui la decorazione del Palazzo della Provincia, commissione che seguì al successo dei lavori di restauro e ammodernamento del Teatro dei Rinnovati, condotti in collaborazione con Agostino Fantastici e Pietro Rossi. In questa occasione il sodalizio dei fratelli Maffei si affermò come uno dei più richiesti dall’aristocrazia senese della Restaurazione. Nel Palazzo della Provincia, Alessandro realizzò raffinati ornati sulle pareti, ispirati ai repertori di Giocondo Albertolli e caratterizzati da un rigoglio vegetale vicino agli intagli di Angiolo Barbetti e della cerchia degli artigiani fiorentini, segno di un aggiornamento attento anche agli spunti provenienti da Firenze.
Allievo dell’Istituto di Belle Arti di Siena, si distinse anche nei concorsi dell’istituto, dove figurava tra i protagonisti della generazione “romantica” insieme al fratello Cesare, Giovanni Bruni e Luigi Boschi. Nel 1838 ottenne la cattedra di Ornato, succedendo a Vincenzo Dei, e nel 1842 fu chiamato a ricoprire lo stesso incarico presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze, che mantenne fino alla morte.
Accanto alla pittura parietale, si dedicò alla pittura ad acquerello, pratica condivisa anche con Francesco Nenci. La sua produzione spazia dalle vedute del Duomo e della Piazza del Campo a visioni più intimamente legate alla sensibilità romantica, molto apprezzate dai viaggiatori stranieri di passaggio a Siena. Realizzò inoltre diverse litografie. Non è documentato se facesse uso della camera ottica.


