gli artisti

BERNARDINO MEI

(1612- 1676)
Le prime opere note di Bartolomeo Mei risalgono al 1634, con miniature nei Libri dei Leoni del Comune di Siena. Probabilmente formatosi accanto a Rutilio Manetti, uno dei maggiori pittori senesi del tempo, Mei sviluppò uno stile personale caratterizzato da un naturalismo intenso, effetti luministici e un forte senso narrativo. Negli anni Trenta e Quaranta collaborò con Domenico Manetti, realizzando pale e tele di soggetto sacro a Siena e dintorni, tra cui la Processione con le reliquie di San Bernardino (1639). Le sue prime opere mostrano un chiaro legame con la tradizione senese, arricchita da influssi del classicismo romano.
Negli anni Cinquanta la sua pittura raggiunse piena maturità: tele come il Ciarlatano (1652) e i cicli allegorici per palazzo Ugurgieri, ora di prorpietà della Banca Monte dei Paschi di Siena, rivelano una fusione di naturalismo, teatralità e invenzione barocca, in dialogo con l’arte romana e l’eloquio berniniano. In questo periodo Mei divenne uno degli artisti più stimati della città, autore sia di grandi pale d’altare che di opere allegoriche e mitologiche per nobili famiglie senesi. Dal 1657 si trasferì stabilmente a Roma, chiamato al servizio di papa Alessandro VII Chigi. Qui lavorò per importanti committenze dei Chigi e del cardinale Flavio, decorando con grandi cicli allegorici il palazzo dei Ss. Apostoli e realizzando opere per chiese come S. Maria del Popolo e S. Maria della Pace. Entrò a far parte dell’Accademia di San Luca e consolidò il suo legame con il linguaggio barocco romano. Nonostante l’attività a Roma, Mei mantenne rapporti con Siena, inviando pale e tele fino agli ultimi anni. La sua ultima opera datata è del 1675; morì probabilmente a Roma nel 1676, lasciando un’eredità artistica che segna uno dei vertici della pittura barocca senese.