gli artisti
Cesare Maccari
Dopo gli studi presso il collegio Tolomei, Maccari si avvicinò inizialmente alla scultura, per poi entrare nel 1857 all’Accademia del nudo di Siena, dove si distinse per il talento nel disegno. Fu proprio in questo contesto accademico che il giovane artista venne a contatto con la pittura di Luigi Mussini, un incontro che influenzò profondamente il suo percorso.
Fin dai primi anni della sua attività Maccari rivelò una spiccata inclinazione per la pittura di storia, unita a un costante interesse per le tecniche artistiche antiche. Fu durante i soggiorni a Roma e a Venezia che Maccari poté approfondire la conoscenza diretta dei grandi maestri del passato, da Michelangelo a Tiepolo, dal quale assimilò soprattutto la ricchezza cromatica.
A Roma Maccari si legò al mercante Adolphe Goupil, realizzando scene di genere di grande successo commerciale e affermandosi nella vita artistica e mondana della città. Parallelamente, avviò una carriera di decoratore, con importanti commissioni ufficiali come l’affresco nella sala degli Arazzi del Quirinale (1877) e la decorazione della sala gialla del Senato a Palazzo Madama (1881-1888), eseguiti in uno stile equilibrato tra verismo e neocinquecentismo. Negli stessi anni la sua attività espositiva fu intensa, con una fitta presenza a mostre e rassegne nazionali e la partecipazione all’Esposizione universale di Parigi del 1889. A Siena, tornò più volte per realizzare opere significative, tra cui il ciclo del Risorgimento nel Palazzo Pubblico, la cappella Franci, la cappella Piccolomini-Clementini e il palazzotto Nava, confermando il suo legame con la città natale e la versatilità del suo stile.
Cesare Maccari morì a Roma nel 1919.


