gli artisti

Francesco Vanni

Francesco Vanni nasce a Siena nel 1564 da Eugenio di Giovanni Vanni, agiato commerciante di stoffe, e da Battista di Vittorio Focari. Dopo la prematura morte del padre, la madre si risposa con il pittore Arcangelo Salimbeni, dal quale Francesco riceve i primi insegnamenti insieme al fratellastro Ventura Salimbeni. Nel 1580 entra a far parte della Congregazione del Sacro Chiodo, istituzione laicale ispirata all’esperienza di Filippo Neri, dove stringe rapporti che si rivelano determinanti per la sua carriera.
Dopo un soggiorno romano, nel 1584 è documentato nuovamente a Siena e l’anno successivo realizza per la compagnia del Beato Ambrogio Sansedoni la decorazione pittorica di un cataletto, oggi conservata nella collezione della banca Monte dei Paschi. Le sue prime opere riflettono la lezione dei protagonisti della pittura romana del tempo, tra cui Taddeo e Federico Zuccari, Girolamo Muziano, Cesare Nebbia e Jacopo Zucchi. Intorno al 1588- 89 la sua produzione mostra l’influsso di Federico Barocci, dal quale mutua composizioni di ampio respiro, figure dai tratti soavi ed effetti cromatici iridescenti, come nell’Annunciazione per la chiesa senese di Santa Maria dei Servi. A partire dal 1592 l’influenza baroccesca si attenua e Vanni si avvicina alle ricerche naturalistiche dei Carracci e dei pittori fiorentini riformati. Le sue opere si caratterizzano per paesaggi più articolati, una maggiore plasticità delle figure e una tavolozza progressivamente più cupa. Negli
ultimi anni intensifica i rapporti con i centri di Lucca e Pisa, dove riceve numerose commissioni.
Oltre alla pittura, anche i suoi disegni furono apprezzati dai collezionisti, in particolare dal cardinale Leopoldo de’ Medici. Francesco Vanni muore a Siena il 26 ottobre 1610.