gli artisti

Giuseppe Mazzuoli

(Volterra, 1644 – Roma, 1725)
Volterrano di nascita, Mazzuoli trascorse l’infanzia a Siena al seguito del padre Dionisio, architetto e scultore attivo presso Mattias de’ Medici. Avviato all’arte dal fratello maggiore Giovanni Antonio, si formò poi a Roma grazie al sostegno della famiglia De Vecchi, entrando nella cerchia di Ercole Ferrata e soprattutto di Melchiorre Caffà, la cui influenza fu decisiva nei suoi primi anni.
Dopo il suo contributo al monumento sepolcrale di Alessandro VII Chigi con la statua della Carità, Mazzuoli lavorò tra Roma e Siena. A Roma ottenne prestigio e numerose commissioni, ma fu soprattutto a Siena che influenzò profondamente la scultura locale, introducendo istanze berniniane e post-berniniane adattate al contesto cittadino. La sua cifra stilistica si distingue per eleganza e grazia nelle opere di piccola scala e nei bassorilievi, mentre nelle statue monumentali prevale una solennità scenografica.
Organizzò la bottega familiare come un vero laboratorio collettivo: supervisionava ogni fase dei grandi cicli scultorei, affidando ai fratelli e agli aiutanti le parti meno complesse, mentre riservava a sé le sezioni più delicate e i dettagli fondamentali, garantendo coerenza stilistica e qualità esecutiva. Tra le realizzazioni più significative della bottega vi sono le quattordici statue per il duomo di Siena (1679-1689), oggi conservate presso il Brompton Oratory di Londra, e i busti per la cappella De Vecchi in S. Vigilio, giudicati da Romagnoli «il capo d’opera del Mazzuoli, perché senza panneggiamenti, senza stravaganze. La testa e le mani della prima statua è certamente la miglior cosa, che in questo secolo produsse la scultura senese».
Mazzuoli morì a Roma il 7 marzo 1725.