gli artisti

Raffaello Vanni

(Siena, 1595 – 1673)

Figlio del pittore Francesco Vanni e di Caterina Rossetti, nacque a Siena nel 1595 in un ambiente familiare interamente votato all’arte. Dopo la morte del padre si trasferì a Roma, dove si formò prima con Guido Reni e poi con Antonio Carracci, assimilando i principi del classicismo bolognese.

Negli anni giovanili alternò soggiorni tra Siena, Roma e Venezia: qui studiò da vicino Tiziano e Veronese, attività che lo consolidò come attento interprete della pittura rinascimentale veneta. Le prime opere, come la Visione del beato Pier Pettinaio e la tela con Giobbe rimproverato dalla moglie, mostrano la fusione tra la tradizione senese e le esperienze romane e venete.

A partire dagli anni Trenta la sua carriera si sviluppò tra committenze romane e senesi. Importante è la decorazione del soffitto di S. Vigilio a Siena, che segna l’apertura verso il linguaggio barocco di Giovanni Lanfranco. Parallelamente, pale d’altare e cicli decorativi per chiese e palazzi attestano la sua fortuna presso famiglie e cardinali romani.

Intorno alla metà del secolo il suo stile, inizialmente improntato al classicismo reniano, si orientò verso le soluzioni spettacolari e dinamiche di Pietro da Cortona. Ne sono esempi la Vittoria di Clodoveo su Alarico (1653, oratorio della SS. Trinità, Siena) e la Caduta di Cristo sotto la croce (1656, Siena, S. Giorgio), considerate tra i suoi capolavori.

Grazie all’elezione di Fabio Chigi a pontefice con il nome di Alessandro VII, Vanni ottenne nuove prestigiose commissioni, tra cui la decorazione della cupola di S. Maria del Popolo a Roma e i cartoni per i mosaici di S. Pietro. Nel 1658 fu eletto principe dell’Accademia di San Luca, a conferma del suo ruolo di primo piano nel panorama artistico romano.

Negli ultimi anni il suo linguaggio si fece più essenziale e incisivo, come nell’Estasi di san Francesco di Sales nel Duomo di Siena.

Raffaello Vanni si spense a Siena nel 1673.