Le notizie su questo dipinto sono limitate: è documentato nella collezione londinese di Harry Harris dal 1932 al 2008, periodo in cui fu segnalato anche da Bernard Berenson, che lo attribuì ad Andrea del Brescianino. Originario di Brescia, il pittore è attestato a Siena – probabilmente nella bottega di Beccafumi negli anni Venti – e successivamente a Firenze, dove compare nei documenti del 1525.
L’opera raffigura una Madonna del Velo: Maria solleva un velo trasparente per scoprire il Bambino addormentato, gesto che allude alla sua futura Passione. Il soggetto, molto diffuso nel Rinascimento, trova i suoi riferimenti più diretti in celebri modelli di Raffaello, come la Madonna del Velo di Chantilly e la Madonna del Diadema del Louvre, ampiamente replicati e reinterpretati.
La composizione rivela infatti chiari influssi raffaelleschi, filtrati attraverso la cultura fiorentina. Probabilmente già in condizioni precarie, il dipinto fu sottoposto all’inizio del XX secolo al distacco dalla tavola originale e al trasferimento su tela, intervento eseguito con risultati discreti.
Acquistato nel 2009 dalla Fondazione Mps da una collezione privata.



