Non si conosce la provenienza originaria di questo dipinto, considerato una delle opere più riuscite di Andrea del Brescianino per l’eleganza della composizione, l’armonia cromatica e l’intensità espressiva delle figure. L’opera appartiene all’ultima fase dell’attività senese del pittore, quando fu attratto dai modi di Andrea del Sarto, come confermano sia la vicinanza cronologica che le affinità stilistiche. La scena è immersa in un’atmosfera rarefatta, costruita attraverso un chiaroscuro di forte impatto teatrale: la luce intensa si concentra sul gruppo divino, mentre lascia in penombra le figure comprimarie di san Giuseppe e dell’angelo. Queste soluzioni, unite alla delicatezza dei rapporti cromatici, testimoniano il pieno raggiungimento della maturità artistica del Brescianino, poco prima del suo trasferimento a Firenze, documentato nel 1525.
Acquistato nel 2009 dal mercato antiquario.



