La tavola è stata attribuita a Priamo della Quercia, fratello del celebre scultore Jacopo, attivo fra Lucca, Sarzana, San Miniato, Siena e Volterra. L’opera raffigura la Vergine in trono con il Bambino, seduta su un’architettura ad ali poggiata su una pedana ricoperta da un prezioso tappeto. Gesù indossa un abito rosa che lascia intravedere la nudità, a sottolinearne l’umanità secondo un motivo frequente soprattutto nelle sculture del Quattrocento. Accanto al gruppo principale compaiono quattro santi in scala ridotta, a marcare la loro minore importanza gerarchica rispetto a Madonna e Bambino. Tra loro si riconoscono facilmente Giovanni Battista, con la pelle di cammello, Lucia, con gli occhi sul vassoio, e Giovanni Evangelista, giovane e con il libro; più incerta, invece, l’identità della santa in alto a sinistra, identificabile con Caterina d’Alessandria o con Orsola. Particolarmente originale è la posa del Bambino, che incrocia le braccia sul petto mentre si rivolge a santa Lucia e al tempo stesso sfiora la mano della Vergine: un gesto innaturale e raro, ma che allude probabilmente al suo futuro sacrificio sulla Croce. Quest’opera appartiene alla fase giovanile di Priamo, legata soprattutto alla Lucchesia e a Sarzana, ed è affine ad altre sue tavole di analoga composizione, come la Madonna col Bambino fra i Santi Giovanni Evangelista e Barbara (già Galleria Fischer di Lucerna) e la Madonna col Bambino fra i santi Jacopo e Vittore (1450, Pinacoteca Comunale di Volterra).
Acquistato nel novembre 2006 da una Collezione privata.



