gli artisti

Astolfo Petrazzi

(Siena, 1580 – 1653)
Nato a Siena il 20 novembre 1580 da una famiglia modesta, Petrazzi si formò in un ambiente influenzato da Francesco Vanni e Ventura Salimbeni, protagonisti della pittura senese tra Cinque e Seicento.
La sua prima attività è poco documentata, ma nel 1622 compare a Roma, dove firma la pala con la Santa Maria Maddalena in gloria per la chiesa di S. Giovanni dei Fiorentini, attestazione del riconoscimento raggiunto. Parallelamente all’esperienza romana, opera a Siena per chiese e istituzioni cittadine, tra cui il Palazzo Pubblico.
Negli anni Venti del Seicento il suo linguaggio mostra un deciso interesse per le ricerche luministiche dei concittadini Rutilio Manetti e Francesco Rustici, e dei fiorentini Rosselli e Cigoli. Un decennio più tardi si volge invece al classicismo dei Carracci e di Domenichino, in un passaggio considerato tra i più felici della sua carriera.
Accanto alla produzione sacra si cimentò anche nella pittura di genere e nelle nature morte, particolarmente apprezzate dai contemporanei, tanto da essere giudicato da Mattias de’ Medici superiore persino a Rutilio Manetti in questo campo. Celebre la sua interpretazione dell’Amor vincitore, di cui un esemplare è conservato a Palazzo Barberini a Roma.
Figura centrale dell’ambiente senese, aprì una accademia di pittura nella propria casa, frequentata da molti giovani artisti, tra cui il Borgognone.
Morì a Siena l’11 agosto 1653 e fu sepolto in Cattedrale. La sua lunga carriera lo consacra come uno dei protagonisti del Seicento senese