Astolfo Petrazzi (Siena, 1580 – 1653)
Titolo opera:
L’estate
Data di realizzazione:
1644
Materia e tecnica:
Olio su tela
Dimensioni:
cm 95,4 x 158,6
Dove si trova:
Sala della Notte

Il dipinto raffigurante l’Estate fa parte di un ciclo avente come tema le stagioni di cui era specialista nell’esecuzione il pittore senese Astolfo Petrazzi. Probabilmente, insieme ad altre tele già note in collezioni private, raffiguranti l’Inverno e la Primavera proviene dalla villa chigiana delle Volte

La fanciulla appoggiata sull’angolo sinistro del quadro e che, assieme ai suoi attributi iconografici, rappresenta la personificazione dell’Estate, reca un fascio di spighe di grano e si riposa all’ombra di una quercia della quale si intravede in alto un ramo di rovere. Questi due particolari probabilmente vogliono richiamare nello spettatore un buon auspicio per la committenza: abbondanza di messi (fascio di grano) per la famiglia Chigi (tralci di rovere). Le fattezze della fanciulla appartengono in modo indiscutibile alla mano del Petrazzi: un certo immobilismo plastico, colori abbassati, capigliatura raccolta e riportano alla mente la Suonatrice di liuto della Pinacoteca Nazionale di Siena databile agli inizi del secondo decen­nio del Seicento quando il pittore appare perfettamente adeguato alle esperienze naturalistiche. La parte destra del dipinto invece, caratterizzata da uno studio di natura morta di ampio respiro, rivela dei bagliori straordinari: dalla penombra appaiono, come illuminati da fasci di luce, un vaso all’antica con fiori dai colori vivaci e dalle forme variegate, un cestino con frutta, ortaggi e foglie dai cromati­smi caldi e ben calibrati. I vasi di fiori oltre a manifestare un interes­se naturalistico, costituiscono il contenuto simbolico dell’opera. I fiori, proprio perché di breve durata, meglio esprimono la fuga­cità e la transitorietà della vita umana. Le due parti del quadro, così diversificate fra di loro, sono unite da uno sfondo con veduta cam­pestre ove si affaccia un putto che suona il flauto. La costruzione in lontananza assomiglia in effetti al complesso chigiano poco distante da Siena caratterizzato da una villa a corpo rettangolare, da una cinta muraria che la circonda e da una peschiera. Il giovane putto dalle guance arrossate sembra invitare lo spettatore a visitare il luogo.

Acquistato dalla Fondazione MPS nel luglio 2008.

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