gli artisti
Domenico Beccafumi
Domenico Beccafumi nasce nel 1486 presso Monteaperti, nel podere in cui il padre lavorava per Lorenzo Beccafumi, dal quale derivò in seguito il cognome. Secondo Vasari fu proprio Lorenzo, colpito dal talento del giovane, a incoraggiarne la formazione artistica. Le sue prime opere mostrano legami con la cultura fiorentina, ma determinante fu il soggiorno romano tra il 1510 e il 1512, quando ebbe modo di ammirare Michelangelo e Raffaello e di confrontarsi con l’opera di Baldassarre Peruzzi.
Rientrato a Siena, eseguì nel 1513 la decorazione del palazzo Borghesi alla Postierla (oggi perduta) e realizzò le prime opere documentate, tra cui il trittico con la Trinità della Pinacoteca Nazionale (1513-14): qui, i volumi dilatati di ascendenza michelangiolesca, l’accentuazione espressiva dei volti e i forti contrasti di luce e colore rivelano uno stile maturato e legato alla “maniera” Toscana.
Prende inizio così una lunga e assai prolifica carriera artistica che, svolgendosi quasi interamente a Siena.
Nel 1519 probabilmente compì un secondo viaggio a Roma, durante il quale la visione delle Logge raffaellesche avrebbe ispirato l’uso sintetico e vibrante della luce che caratterizza le opere di Beccafumi nei primi anni Venti.
Nel 1529 ricevette l’incarico di affrescare la sala del Concistoro nel Palazzo Pubblico, completata nel 1535 con un ciclo celebrativo delle virtù civiche, caratterizzato da audaci prospettive e da effetti illusionistici. Negli stessi anni, secondo Vasari, soggiornò a Genova dove affresca due storie, oggi perdute, nel palazzo di Andrea Doria.
A partire dal Cristo al Limbo (1535-36 circa) la sua pittura accentua l’artificio formale e il rilievo delle figure, in linea con la seconda maniera influenzata da Michelangelo, ma con un linguaggio personale, ricco di invenzione e di accesi contrasti cromatici nel tentativo di sciogliere la compattezza dei volumi; ciò distingue l’estrema attività del maestro senese. Tra le opere più rappresentative di questa fase si ricordano la Sacra Famiglia della National Gallery di Washington e gli otto Angeli reggicandelabro in bronzo per il Duomo (1548-51), ultima grande impresa dell’artista.
Beccafumi morì a Siena nel 1551.


