Domenico di Jacopo di Pace detto “il Beccafumi” (Siena 1484 – 1551)
Titolo opera:
Venere distesa con due amorini
Data di realizzazione:
1510-12 circa
Materia e tecnica:
Olio su tavola
Dimensioni:
cm. 73 x 57,3
Dove si trova:
Galleria

Il dipinto è un frammento di una composizione più ampia che doveva costituire un elemento decorativo d’arredo, probabilmente la spalliera di un letto dipinto da Domenico di Jacopo di Pace, detto il Beccafumi. Le dimensioni e la tipologia corrispondono infatti ad analoghi esemplari prodotti e diffusi nelle dimore patrizie senesi tra i primi anni del Cinquecento e la metà del secolo, come quelli conservati nella Collezione Chigi Saracini. La tavola attuale corrisponde solo a un terzo del pannello originario: venne probabilmente resecata per motivi conservativi o per adattarla al nuovo uso come quadro da parete. La figura femminile raffigurata è identificabile con Venere, riconoscibile dal ramo di mirto – pianta a lei sacra – che stringe nella mano destra e dall’elmo di Marte su cui poggia il braccio. Accanto a lei compaiono due amorini, tema replicato più volte negli arredi delle residenze senesi. Lo stile della pittura, databile intorno al 1510-1512, rivela una raffinatezza attenta ai dettagli: il volto assorto di Venere, ancora legato a sfumature leonardesche, contrasta con i putti dai profili infantili e sorrisi ambigui. Colpiscono i particolari preziosi come le perle di lacca rossa che ornavano un velo trasparente oggi quasi perduto, il bagliore metallico dell’elmo, e gli effetti di cangiantismo del drappo di seta steso a terra. La pittura, eseguita con pennellate rapide e sciolte su una preparazione minima, riflette la natura stessa dell’opera: un oggetto d’uso quotidiano e decorativo, realizzato con grande libertà e freschezza di tocco, ma capace di trasmettere tutto il fascino della cultura figurativa senese dei primi decenni del Cinquecento.

Acquistato il 9 luglio 2008 a Londra presso la Casa d’Aste Christie’s, lotto n. 229.

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