I tre angiolietti, ballerini e giocolieri, danzano allegramente porgendo con eleganza una pera, un grappolo d’uva e un melograno e pensati forse per la decorazione di un cassone nuziale o un letto come allusioni alla fertilità e alla ricchezza della famiglia degli sposi. Sono stati attribuiti alla mano del maestro Domenico Cafaggi per alcuni tratti peculiari, tipici di uno spirito assai originale ed eccentrico e per la varietà tipologica delle teste, due delle quali caratterizzate da una fisionomia bizzarra che riecheggia modelli pittorici del Beccafumi. L’altra, piu classica e aggraziata, palesa memorie donatelliane come gli angioletti danzanti sul coronamento del fonte battesimale del Battistero di Siena manifestando una stretta parentela con alcune sculture in legno dipinto attribuite tradizionalmente a Lorenzo di Mariano detto “il Marrina” che del Cafaggi fu maestro..
Acquistati da una collezione privata nel 2004.



