Le tre tele dipinte da Marco Pino provengono anticamente dalla Confraternita di S. Giovannino alla Staffa in Pantaneto. Con l’abolizione della confraternita nel 1785, cessata la funzione per cui erano stati dipinte, le tele furono separate dalle testate del cataletto e incorniciate in forma di quadretti e finirono sul mercato antiquario. I tre dipinti, recano sul telaio un’iscrizione a pennello, probabilmente settecentesca o dei primi anni dell’Ottocento, che li dice “di Marco da Siena”. L’antica attribuzione può essere accolta agevolmente, senza alcun margine di dubbio: il Cristo morto sorretto dagli angeli segue la medesima invenzione già nota per diversi altri esemplari; il Battesimo di Cristo costituisce una evoluzione del tema già sviluppato dall’artista in due tavole napoletane; anche la Predica del Battista, per la quale non si conoscono precedenti così immediati, presenta più di un punto di contatto col modo in cui Marco Pino aveva affrontato il tema in un episodio secondario dipinto sul fondo della grande tavola con il Battesimo, già ricordata, di San Giovanni dei Fiorentini, ma anche con altre composizioni note della maturità dell’artista. Il formato centinato e le ridotte misure sono quelle caratteristiche dei dipinti che ornavano le due facce di ogni testata dei ‘cataletti’ o ‘bare’ utilizzati per le cerimonie funebri delle confraternite: una tipologia particolarmente fortunata a Siena, nella quale si provarono tutti i maggiori pittori attivi in città nel XVI secolo. Il supporto tessile, raro per Marco Pino, che preferisce generalmente la tavola, fu qui adottato forse per favorire il trasporto di opere che dovevano viaggiare per arrivare a destinazione: sappiamo infatti che le quattro tele furono eseguite dal pittore in Napoli e da lì spedite a Siena.
Acquistate nel 2007 da mercato antiquario.



