gli artisti
Marco Pino
(Siena 1571 – 1639)
Rutilio Manetti nasce a Siena nel 1571, figlio di Lorenzo di Iacopo, sarto. I primi venticinque anni della sua vita sono privi di documentazione; secondo Giulio Mancini, è probabile che abbia compiuto un apprendistato presso Francesco Vanni, protagonista della pittura senese tra Cinquecento e Seicento. Attraverso Vanni e Ventura Salimbeni, nei suoi primi anni di formazione Manetti si confronta con l’arte di Federico Barocci e il tardo manierismo romano, che orientano le sue prime prove pittoriche.
A partire dal 1615 si avvicina al naturalismo, probabilmente conosciuto durante un viaggio a Roma, realizzando soggetti religiosi e scene di genere come banchetti e concerti (Musicisti e giocatori di carte, 1626 ca.). Nelle opere della metà del secondo decennio emerge con chiarezza l’evoluzione del suo stile verso una seconda maniera, distinta dalla fase giovanile, in cui la lezione di Caravaggio si combina con l’influenza di Orazio e Artemisia Gentileschi, Bartolomeo Manfredi, artisti olandesi come Van Honthorst e Van Baburen, e pittori italiani tra cui Guercino, Guido Reni e Giovanni Lanfranco. Questa ricca rete di riferimenti stimolò la sua creatività e pose le basi per la produzione più matura e qualitativamente rilevante nei due decenni successivi, segnati da numerose commissioni e riconoscimenti.
A Siena si conservano numerose opere di Manetti, tra Pinacoteca Nazionale, Museo dell’Opera del Duomo, Collezione Chigi-Saracini, Palazzo Pubblico, Palazzo Sansedoni e varie chiese. Lavorò anche fuori città, a Firenze, Empoli, Forlì e Lucca. Tra i suoi capolavori si ricordano la Fuga in Egitto (1621, S. Pietro alle Scale, Siena), Ruggero e Alcina (1622-23 circa, Palazzo Pitti, Firenze) e l’Indemoniata (1628, Basilica di S. Domenico, Siena).
Il 22 luglio 1639, infatti, Manetti morì a Siena e fu sepolto nel duomo della sua città natale.


