Realizzata intorno al 1318-1320, questa Maestà rappresenta uno dei vertici della produzione di Segna di Bonaventura. La scena è dominata dal trono, costruito con grande attenzione allo spazio e arricchito da raffinati effetti cromatici: i pilastri, ad esempio, sono resi con due diverse tonalità di rosa che imitano il marmo e suggeriscono il variare della luce. La dolcezza dei volti, la modulazione dei chiaroscuri e la delicatezza dei dettagli mostrano come Segna, formatosi accanto a Duccio, avesse saputo accogliere anche le novità di Simone Martini, traducendole in una pittura più intima e luminosa. Il Bambino, con le gambe leggermente allargate, contribuisce a creare un senso di spazialità che rompe la rigidità bidimensionale. Preziose decorazioni in rosso lacca, blu e biacca corrono lungo i bordi del manto della Vergine, evocando smalti e argenti come nelle grandi Maestà senesi. Un’opera che unisce solennità e raffinatezza, testimoniando il passaggio della pittura senese verso una nuova sensibilità figurativa.
Acquistato il 2 dicembre 2008 a Londra presso la Casa d’Aste Christie’s (lotto n. 31).



